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Giacevano da quasi mezzo secolo i garage di via Treviri, una vicoletto appena dietro largo Spartaco, nel quartiere Quadraro. Costruiti dall' INA Casa, furono poi di proprietà dello Iacp e quindi dell'Ater ma nessuno di questi enti pubblici riuscì mai a restituire questi ambienti al quartiere ne a sottrarli all'abbandono e all'incuria. Da quando furono realizzati non sono stati mai utilizzati correttamente. Negli anni hanno assunto funzionalità diverse da luogo di incontri per adolescenti dove sperimentare le prime pratiche di relazione, a deposito della refurtiva della mala vita dove furono scoperte 40 auto rubate di grossa cilindrata. Poi furono dimora di migranti, poi discarica e infine un incendio sembrava aver messo fine definitivamente a quegli angusti locali 6 metri sotto terra. Dalle ceneri di quell'incendio alcuni ragazzi impegnati nella riqualificazione del quartiere ne hanno realizzato nel 2008 una palestra popolare attualmente funzionante e nella restante parte, da oggi, una galleria d'arte contemporanea, uno spazio per le esposizioni. Di fatto Garage Zero è un luogo recuperato al degrado e restituito al territorio sotto forma di servizio pubblico ma non statale.E' un esperimento metropolitano di come alcuni luoghi possano diventare occasione di incontro, di crescita sociale, culturale ed economica. La messa a valore di ciò che è fuori uso attraverso l'autogestione arricchisce il territorio. In un momento come questo plagiato da una crisi economica senza precedenti, creare immaginario, nuove idee ed alimentare nuove forme di reddito ci sembra necessario e indispensabile. Niente più dell'arte può cambiare un luogo! niente più della cultura può migliorare il futuro di un quartiere! In sintesi Garage Zero vuole contribuire al lancio e alla definizione concreta di un vero e proprio piano di sviluppo della cultura nella città di Roma, che preveda al primo punto la valorizzazione di tutti quei luoghi disseminati nella metropoli che possano ospitare arte e cultura. Vogliamo dar fiato a tutti quei modelli creativi sin qui prodotti nella nostra città per arrivare a strutturare un sistema alternativo ma credibile che sia dinamico e aperto, capace di riflettere le contemporaneità che ci sono e quelle che verranno, fuori dalle logiche del profitto e del mercato convenzionale.D'altra parte Garage Zero è anche denuncia, vuole sollevare l'attenzione rispetto ai tagli già perpetuati e in arrivo.A livello comunale poi non esiste nessuna voce che sostiene e alimenta questo settore.

Su questi punti Garage Zero vuole riprendere l'iniziativa politica di confronto e di conflitto con le amministrazioni.

 

Abbiamo il bisogno di immaginare un sistema di rilancio dei nuovi linguaggi artistici, di intercettare le competenze e le capacità per restituirli a una visione pubblica e comune.

 

Garage Zero vuole contribuire alla crescita del maggior numero di usufruitori della cultura, cercando la formazione continua e progressiva dell'allargamento degli spettatori dell'arte contemporanea. Intendiamo proporre momenti di alfabetizzazione e di avvicinamento alla ricerca dei nuovi linguaggi che possano trasmettere alla società di cui facciamo parte un bagaglio culturale per far crescere nuovi soggetti e stimolare energie nuove. Anche di questo crediamo abbia bisogno una metropoli come Roma, Capitale di un paese europeo rimasta in coda rispetto ad altre città come Berlino , Barcellona, Londra che dell'arte contemporanea sono luoghi naturali. Sarà il nostro un piccolo contributo ma che vuole andare in questa direzione ripensando in termini innovativi anche i meccanismi di funzionamento di questo mondo.

Vogliamo immaginare un contesto sociale dove la creatività sia incoraggiata e non soltanto tollerata

 

Non siamo qui per fare profitto ma per trasformare il più possibile quello che ci circonda e per iniziare a muovere il primo passo di un percorso che sarà lungo e in salita, per questo abbiamo scelto il punto più basso: Garage Zero

 

Punto di partenza una mail di invito ad un progetto: molte personalità dell'arte contemporanea hanno ricevuto la lettera di GARAGEZERO senza sapere i nomi degli altri partecipanti (artisti e curatori) o quelli dell’organizzazione. Alcuni di loro hanno risposto, appoggiando esclusivamente l’idea romantica di risollevare lo spazio e il quartiere senza curarsi di sapere chi avrebbe partecipato, perché l’importante è dare valore con il sostegno dell’arte senza secondi fini.

L'artista è stato chiamato a scrivere sul proprio lavoro, tramite il suo alter ego; contemporaneamente il curatore – scrittore e critico d'arte – a scrivere sull'artista come persona, essere umano, amico, nemico, compagno, conoscente, (anche se si ha solo un'impressione visiva) come caratterialmente viene visto da colui che in realtà legge il lavoro, il lato professionale e non personale.

Per chiudere e definire l’insieme degli scritti è stato chiamato un economista cognitivo Luis Yurkovich (con un passato da artista concettuale), a scrivere su ciò che è emerso da questa sperimentazione concettuale sul soggetto artista, scrittore, curatore, storico dell'arte; un verdetto su un pensiero contemporaneo.

La mostra sarà composta da un’esposizione di parole e immagini .

 

ARTISTI: Ubaldo Bartolini, Alessandro Cannistrà, Laura Cionci, Rosa Foschi, Piero Mascetti, Adriano Nardi, Luca Maria Patella, Luana Perilli, Mariagrazia Pontorno, Beatrice Scaccia, Alessandro Scarabello.

 

CURATORI E STORICI DELL'ARTE: Fabio Campagna, Lorenzo Canova, Simonetta Lux, Danilo Maestosi, Manuela Pacella, Nicoletta Zanella

 

 

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